Un interno massimalista si riconosce dalla generosità: pareti di un colore deciso, materiali che catturano la luce, motivi dichiarati e almeno un pezzo di cui si parla. Ciò che lo distingue dal semplice disordine è la disciplina che lo regge.
Questa disciplina si riassume in tre regole. Una tinta dominante, spesso profonda (bordeaux, verde bottiglia, blu notte), ripresa su più superfici. Due o tre materiali nobili che dialogano: lacca lucida, marmo venato, velluto. E un solo pezzo protagonista per stanza, attorno al quale tutto si organizza.